Tourneur di Yalda Afsah vince IsReal 2019

Cala il sipario su IsReal 2019 – Festival del cinema del reale, che si è svolto nella città di Nuoro dal 7 al 12 maggio sotto l’egida dell’ISRE e con il contributo di Fondazione di Sardegna e Sardegna Film Commission.

La Giuria del concorso internazionale, composta da Haden Guest, Gurcan Keltek e Rossella Ragazzi, ha assegnato il primo premio, dell’importo di 3500 euro, a Tourneur, di Yalda Afsah, con questa motivazione: “Alcuni corpi attraversano, nascosti da nuvole di schiuma, un caos ludico, improvvisamente sfondato dal passaggio affrettato di un toro nell’inquadratura. Si produce una tensione dinamica che attrae magneticamente lo spettatore per tutta la durata di questo cortometraggio, realizzato con notevole maestria. Tourneur è un lavoro di scultura cinematografica, una commistione sensoriale e sensuale fra essere umano e animale, che potrebbe anche essere proiettato in “loop” in gallerie d’arte e istallazioni museali. Un’altra raffinata dimensione metaforica anima questo cortometraggio: la visione di un innocente ma volontaria inconsapevolezza delle forze oscure, irrazionali e onnipresenti che ad ogni istante potrebbero rivoltarsi e generare violenza. Con la sua formale raffinatezza di suono e immagine, la sua forza viscerale e maestosa, assegniamo il primo premio del festival ISReal 2019 a Tourneur di Yalda Afsah”.

Studio astratto sulla tradizione arcaica della lotta dei tori nel sud della Francia, Tourneur pone i corpi al centro del linguaggio cinematografico, pur rivelando solo stralci della danza fra i tori e l’uomo, forzando l’azione al di là dei limiti del visibile.

Qui il trailer del film vincitore: https://m.youtube.com/watch?v=ac2TumCmMw4

Secondo premio (2000 euro) a Zagros, di Ariane Lorrain e Shahab Mihandoust, con questa motivazione: “In questo film, opera prima di ottimo calibro, l’arte e la maestria pazienti e minuziose della tessitura del tappeto vengono rivelate sia come modo di vita, che come vivida forma di memoria collettiva. In “Zagros” il tempo e la tradizione sono racchiuse in matasse di lana i cui splendenti colori sono una fra le storie accattivanti che vengono raccontate qui con destrezza ed empatia. Nel rivelare la bellezza folgorante e il duro lavoro veicolate dal telaio antico ma oggi minacciato di estinzione, il film permette allo spettatore di meditare sugli schemi più profondi del tempo umano, del suo capitale culturale ed economico, che sono iscritti ovunque, ma a cui raramente si dà attenzione. Con la sua eloquenza e poesia, attenzione e cura, e per la promessa che altri film importanti seguiranno, assegniamo il secondo premio a Zagros e ai film-makers Shahab Mihandoust e Ariane Lorrain”.

Zagros è ambientato nelle montagne dell’Iran occidentale, dove la comunità dei Bakthiari porta avanti l’antica tradizione della tessitura dei tappeti. Il processo di lavorazione della lana coinvolge ogni abitante dei villaggi, passando dai pastori ai tintori fino ad arrivare alle mani delle tessitrici. Il duro lavoro, specchio di un antico modello tribale, sulle cui decorazioni si traccia la storia di un intero popolo, viene sempre più svalutato economicamente al di fuori della loro comunità. Tuttavia il desiderio del mantenimento delle tradizioni è più forte di qualsiasi istanza mercantilistica.

La giuria giovani, composta da Stefano Careddu, Marta Innocenti, Brigitta Loconte, Lea Pedri Stocco, Martina Pinna, Pietro Repoisti, Simona Saba, Andrea Sanrelli, Martina Santagati e Arianna Vietina, assegna il terzo premio (1000 euro) a Carelia, Internacional con Monumento, di Andrés Duque, con questa motivazione: “La giuria giovani ha deciso di premiare Carelia, Internacional con Monumento di Andrés Duque, per l’audacia nel raccontare una storia ancora sospesa con la consapevole libertà di cambiare registro stilistico, migrando da una dimensione magica alla realtà storica passata e presente”.

La Carelia è una regione situata al confine tra Russia e Finlandia cui è associato il tragico ricordo di uno dei massacri più feroci della storia, quello perpetrato nel 1570 dalle orde russe di Ivan il terribile, durante il quale si stima che siano state uccise tra 700.000 e 1,5 milioni di persone. Un eccidio al quale seguì quello perpetrato da Stalin che, negli anni ’30 del “Grande Terrore”, fece della Carelia una terra di morte, costellata dai gulag nei quali scomparvero centinaia di migliaia di perseguitati politici. Prendendo spunto da questa ferita ancora aperta, il film tesse svariati fili narrativi per comporre un mosaico sfaccettato della Carelia odierna.

Le dichiarazioni

Giuseppe Matteo Pirisi, presidente dell’Isre, è entusiasta. “La quarta edizione di IsReal è stata un grandissimo successo che ha visto l’Isre protagonista del cinema del reale, non solo in Sardegna. L’evento proietta prepotentemente l’isola nel panorama cinematografico internazionale. Il crescendo di risultati è testimoniato dalla sala sempre piena e da un pubblico sempre attento e calorosissimo, per questo sono grato a tutti, in particolar modo al personale Isre, e auspico che la manifestazione prosegua anche in futuro su questo solco”.

“Chiudiamo la quarta edizione di IsReal con un bilancio molto positivo” dice il direttore artistico Alessandro Stellino, “ottimo afflusso di persone in sala, registi soddisfatti, film di grande qualità, eventi importanti, a testimonianza del fatto che il Festival, portando a Nuoro artisti nazionali e internazionali, regala al territorio qualcosa che va oltre la sala cinematografica”.