UN PONTE PER IL FUTURO

di Giuseppe Matteo Pirisi
presidente dell’ISRE

Con la quarta edizione di IsReal, e la terza della mia presidenza, è lecito tirare le somme di un evento che, in pochissimo tempo, ha saputo ritagliarsi uno spazio di primo piano nel panorama internazionale dei festival a tematica documentaria. Ne sono concreta testimonianza l’attenzione riservata all’evento dalla stampa e da un pubblico sempre in crescita, e la caratura degli ospiti che, di volta in volta, si alternano sul palcoscenico della manifestazione.

Chi mi ha preceduto ha avuto l’intuizione di riformulare in senso moderno lo spazio che l’I.S.R.E. ha dedicato per un trentennio al cinema etnografico e allo studio dell’antropologia visuale grazie al SIEFF (Sardinia International Ethnographic Film Festival), per tracciare una nuova mappa delle pratiche documentarie e alle sue ibridazioni contemporanee, senza per questo trascurare l’orientamento di partenza e la missione dell’Istituto. Nell’ultimo triennio abbiamo lavorato affinché le basi di partenza divenissero più solide, permettendo al progetto
di espletare al meglio le proprie potenzialità, grazie anche al contributo della Fondazione Sardegna Film Commission e della Fondazione di Sardegna. E grazie alla maestria del nostro Direttore Artistico Alessandro Stellino e dei suoi collaboratori, supportato dal lavoro e dalla alta professionalità e spirito di abnegazione e di squadra del personale dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico.

Oltre trenta i film in programma quest’anno, a rappresentare uno spaccato di qualità del panorama documentario internazionale, con particolare attenzione alle opere realizzate nell’area del bacino del Mediterraneo. 9 i film in concorso che testimoniano di usi e tradizioni, modi di vivere e trasformazioni di un Europa attraversata da tensioni profonde, stravolgimenti politici e migrazioni. Il “cinema del reale” ne ridisegna continuamente la mappa, a dimostrazione che la pratica documentaria continua a essere arte al tempo presente, terminale nervoso di mutazioni in atto di un mondo in perenne divenire.

Ma non c’è solo l’Europa nel mirino del festival: grazie alla presenza di Roberto Minervini, si getta uno sguardo oltre oceano, verso quegli Stati Uniti che stanno vivendo anni di grandi rivolgimenti politici, con il passaggio dalla presidenza Obama a quella di Trump, e che si ritrovano a fronteggiare antichi problemi, in una società sempre più multietnica ma dove la coesistenza razziale non si è mai del tutto pacificata. Grande è l’onore, dunque, di poter ospitare a IsReal un autore di fama internazionale e di origini sarde per un’edizione del festival dall’indubbia valenza politica: in un’epoca in cui si pensa di costruire muri ideali e fisici, noi preferiamo l’idea di creare ponti, anche rispondendo a una precisa indicazione dello statuto dell’I.S.R.E, i film del regista marchigiano sono una testimonianza importante del contributo che può dare il cinema a questo processo, quando il cineasta si sente investito della stessa coscienza etica e politica.

Tanto altro ancora prevede il programma, con eventi speciali, presentazioni di libri e laboratori destinati ai giovani professionisti del settore, in una sei giorni ricca di eventi. La città di Nuoro, posta al centro di un’isola collocata in posizione strategica nel mezzo del Mediterraneo, diventa nei giorni del festival un crocevia di incontri, idee e dibattiti che nascono sullo schermo cinematografico grazie alle opere presentate ma valicano poi i limiti della sala di proiezione per risuonare all’esterno in un fertile scambio di culture, progettuale e creativo. L’augurio è che per IsReal, data la sua giovane età ma anche la sua precoce crescita, questo non sia che l’inizio di un lungo e sempre più fortunato percorso.

(english version, by Giuseppe Matteo Pirisi, president of ISRE) – With the fourth edition of IsReal and the third in as many years of my presidency it is legitimate to sum up an event that, in a very short time, has been able to carve out a prominent space among international documentary festivals. This is witnessed by an ever growing public, the attention given to the event by the press and the relevance of the guests who took part to the screening program. The director who preceded me had the intuition to reinvent in a modern sense the space that the I.S.R.E. had dedicated for thirty years to ethnographic cinema and to the study of visual anthropology with the SIEFF (Sardinia International Ethnographic Film Festival), and to trace a new map of documentary practices and its contemporary hybridizations, without neglecting the starting point and the mission of the Institute. In the last three-year period we worked to ensure that the bases set up at the start became more solid, allowing the project to fulfill its potential as best as possible, thanks also to the contribution of the Sardegna Film Commission and Fondazione di Sardegna. And thanks to the skill of our Artistic Director Alessandro Stellino and his collaborators, supported in their work by the professionality and the spirit of abnegation of the whole staff of the Istituto Superiore Regionale Etnografico.

Over thirty films are scheduled this year, representing a cross-section of the international documentary scene programme, with particular attention to the works produced in the Mediterranean area. 9 films in competition that showcases uses and traditions, ways of living and transformations of a Europe marked by deep tensions, upheavals and migrations. The “cinema of the real” continually redesigns the map, demonstrating that documentary practice continues to be art at the present tense, a nervous terminal of ongoing mutations and a world in constant evolution. But there is not only Europe in the crosshairs of the festival: thanks to the presence of Roberto Minervini, we throw a look overseas, towards the United States thatare experiencing years of great political upheavals, with the passage from the Obama presidency to that of Trump, and that find themselves facing ancient problems, in an increasingly multi-ethnic society where racial coexistence has never been completely been pacified.

Great is the honor, therefore, in hosting an internationally renowned author of Sardinian origins for a festival with an undoubtedly political significance: in an age in which walls are built we continue to prefer the idea of creating bridges, and the films of this filmmaker from the Marche region are an important testimony of the contribution that cinema can make to this process when one feels invested with the same ethical and political conscience.

Much more is in our program this year, with special events, book presentations and workshops for young professionals of the film world, in a six-day calendar full of events. Located in the center of an island placed in a strategic position in the middle of the Mediterranean, the city of Nuoro becomes a crossroads of meetings, ideas and debates that arise on the cinema and then resonate outside in a lively and creative cultural exchange. The hope is that, given the young age of the event and its early growth, this is only the beginning of a long and fortunate journey.